Domande frequenti

Quali e quante prove vanno effettuate per la verifica di costruzioni esistenti in acciaio?

Al paragrafo C8A.1.B dell’appendice C8A della circolare n° 617 del 02/02/2009, sono elencati i livelli di verifica delle proprietà dei materiali attraverso prove in situ, che possono essere raggiunti nel caso di costruzioni esistenti in calcestruzzo armato.

Le prove in situ previste per la verifica delle proprietà dei materiali sono le seguenti:

- Acciaio: “la misura delle caratteristiche meccaniche si ottiene mediante estrazione di campioni ed esecuzione di prove a trazione fino a rottura con determinazione della resistenza a snervamento e della resistenza e deformazione ultima, salvo nel caso in cui siano disponibili certificati di prova di entità conforme a quanto richiesto per le nuove costruzioni, nella normativa dell’epoca.”

- Unioni di elementi in acciaio: “la misura delle caratteristiche meccaniche si ottiene mediante estrazione di campioni ed esecuzione di prove a trazione fino a rottura con determinazione della resistenza a snervamento e della resistenza e deformazione ultima.”

- Metodi di prova non distruttivi: “sono ammessi metodi di indagine non distruttiva di documentata affidabilità, che non possono essere impiegati in completa sostituzione di quelli sopra descritti, ma solo consigliati a loro integrazione, purchè i risultati siano tarati su quelli ottenuti con prove distruttive.”

(Tabella C8A.1.3b) Le quantità di prove da effettuare sono così prescritte (per ogni tipo di elemento primario: trave, pilastro…):

- “Verifiche limitate: 1 provino di acciaio per piano dell’edificio, 1 campione di bullone o chiodo per piano dell’edificio.”

- “Verifiche estese: 2 provini di acciaio per piano dell’edificio, 2 campioni di bullone o chiodo per piano dell’edificio.”

- “Verifiche esaustive: 3 provini di acciaio per piano dell’edificio, 3 campioni di bullone o chiodo per piano dell’edificio.”

A fine paragrafo ci sono delle “Note esplicative alla tabella C8A.1.3b”:

“Le percentuali di elementi da verificare ed il numero di provini da estrarre e sottoporre a prove di resistenza riportati nella tabella C8A.1.3b hanno valore indicativo e vanno adattati ai singoli casi, tenendo conto dei seguenti aspetti:

- Le prove sugli acciai sono finalizzate all’identificazione della classe dell’acciaio utilizzata con riferimento alla normativa vigente all’epoca della costruzione.

- Ai fini delle prove sui materiali è consentito sostituire alcune prove distruttive, non più del 50%, con un più ampio numero, almeno il triplo, di prove non distruttive, singole o combinate, tarate su quelle distruttive.

- Il numero di provini riportato nelle tabella C8A.1.3° può esser variato, in aumento o in diminuzione, in relazione alle caratteristiche di omogeneità del materiale…Sarà opportuno, in tal senso, prevedere l’effettuazione di una seconda campagna di prove integrative, nel caso in cui i risultati della prima risultino fortemente disomogenei.”

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